lunedì 19 dicembre 2011

ITALIA: ULTIMO LEMBO DELL'IMPERO OSCURO D'OCCIDENTE

Rapporto sulla Governabilità delle Democrazie, pubblicato fra i documenti della Trilaterale (Triangle  Papers, New York University Press, 1975:
<<Il funzionamento efficace di un sistema democratico richiede una qualche misura di apatia e non coinvolgimento da parte di individui e gruppi>>, e in cui, a pagina 152, si propongono metodi per il controllo dei massmedia e degli <<intellettuali orientati ai valori>> (value-oriented intellectuals), che devono essere invece sostituiti da technocratic policy-oriented intellectuals, più adatti a capire le esigenze di una <<democrazia efficace>>. Finalmente, è il caso di dirlo chiaro e forte, l'Italia si è adeguata al progetto mondialista, grazie al nuovo Governo capitanato da Mario Monti.
La debolezza intrinseca del nostro sistema, guidato  da uomini di basso cabotaggio, inclini al vizio più triviale, alla demagogia più becera, senza una visione alta della Vita; tale limite non poteva che consegnarci completamente nelle mani di emissari di Saturno. L'ignoranza - avidya - è una colpa.

domenica 4 dicembre 2011

CHI GOVERNA L'ITALIA?

MARIO MONTI, UN MONDIALISTA ALLA GUIDA DELL'ITALIA

Da "IL FOGLIO" di giovedì 24 novembre 2011
Mario Monti, un mondialista alla guida dell`Italia VIAGGIO CIRCOSTANZIATO, CON ALCUNE SIGNIFICATIVE COINCIDENZE, NEL CURRICULUM ESEMPLARE DI UN PRESIDE TECNICO Questo articolo di Gianfranco Amato è stato pubblicato sul sito CulturaCattolica.it, curato da don Gabriele Mangiarotti Nel suo stellare curriculum il professor Mario Monti vanta anche studi esteri. Trascorre un anno presso la prestigiosa Università di Yale, dove diventa allievo di James Tobin, premio Nobel per l`Economia nel 1981. Non abbiamo prove di una sua affiliazione alla Skull and Bones, la celeberrima e potente società segreta di ispirazione mondialista che dal 1832 ha sede presso quel prestigioso ateneo statunitense. Abbiamo però la prova che il professore varesino rappresenti un autentico apostolo del pensiero mondialista. Tre inequivocabili circostanze lo attestano.
Mario Monti è membro del Bilderberg Group. La notizia è passata sui media con una certa nonchalance. Istituito nel 1954 presso il castello olandese di Bilderberg, questo esclusivissimo club si ritrova segretamente ogni anno per decidere del futuro dell`umanità. Si tratta dei centrotrenta uomini più potenti e influenti del mondo riuniti in una stessa stanza, che guardie armate tengono lontana da occhi indiscreti. In più di cinquant`anni d`incontri è sempre stata vietata la presenza della stampa, non sono mai state rilasciate dichiarazioni sulle conclusioni degli intervenuti, e non è mai stato svelato l`ordine del giorno. A prescindere da cosa realmente accada in quel segreto consesso, il solo fatto di come si svolga e di chi lo componga lascia alquanto perplessi, e non risponde certo a una logica di democrazia e trasparenza. Fino all`ultimo momento resta occulto il luogo degli incontri e si interviene solo su espresso invito, che non può essere pubblicamente divulgato, pena la mancata partecipazione. Per comprendere meglio di cosa si tratti è sufficiente leggere quanto sul tema ha scritto William Vincent Shannon, non esattamente un paranoico complottista, ma un prestigioso giornalista, redattore del New York Times e ambasciatore degli Stati Uniti in Irlanda durante la presidenza Carter (1977-1981): "I membri del Bilderberg stanno costruendo l`era del post nazionalismo: quando non avremo più paesi, ma piuttosto regioni della terra circondate da valori universali. Sarebbe a dire, un`economia globale; un governo mondiale (selezionato piuttosto che eletto) e una religione universale. Per essere sicuri di raggiungere questi obiettivi, i Bilderberger si concentrano su di un `approccio maggiormente tecnico` e su dì una minore consapevolezza da parte del pubblico in generale".
Del resto, lo stesso fondatore del Bilderberg Group, il principe Bernardo d`Olanda, sul punto era stato chiaro: "E` difficile rie- ducare gente allevata al nazionalismo all`idea di rinunciare a parte della loro egemonia a favore di un potere sovranazionale".
Onesto, a suo modo, è stato pure David Rockefeller - altro Bilderberg di razza -, il quale ha lasciato scritto nelle sue Memorie (2002): "Alcuni credono che facciamo parte di una cabala segreta che manovra contro gli interessi degli Stati Uniti, definendo me e la mia famiglia come `internazionalisti`, e di cospirare con altri nel mondo per costruire una più integrata struttura politicoeconomica globale, un nuovo mondo, se volete.
Se questa è l`accusa, mi dichiaro colpevole, e sono orgoglioso di esserlo".
Il Times, che non può certo definirsi un foglio complottista, nel 1977 descrisse i membri del Bilderberg Group come "una congrega dei più ricchi, dei più economicamente e politicamente potenti e influenti uomini nel mondo occidentale, che si incontrano segretamente per pianificare eventi che poi sembrano accadere per caso".
A conferma, si possono elencare alcune singolari coincidenze (per citare i casi più noti e più recenti) dovute a fatti accaduti dopo gli incontri del Bilderberg. Bill Clinton partecipa al meeting del 1991; vince le primarie del Partito democratico, e da oscuro governatore dell`Arkansas diventa presidente degli Stati Uniti nel 1992. Tony Blair partecipa al meeting del 1993; diventa il leader del Partito laburista nel luglio del 1994, e viene eletto primo ministro nel maggio del 1997, George Robertson partecipa al linee ting del 1998; viene nominato segretario generale della Nato nell`agosto del 1999. Romano Prodi partecipa al meeting del 1999;
riceve l`incarico di presidente dell`Unione europea nel settembre del 1999, ricoprendo tale incarico fino a gennaio 2005; nel 2006 viene eletto presidente del Consiglio.
Sembra confermata ancora una volta la saggia conclusione del barone Denis Winston Healey, ex ministro britannico della Difesa (1964-1970) e delle Finanze (]974-1979):
"Quel che accade nel mondo non avviene per caso; si tratta di eventi fatti succedere, sia che abbiano a che fare con questioni nazionali o commerciali, e la maggioranza di questi eventi sono inscenati da quelli che maneggiano la finanza". Per chi volesse saperne di più, consiglio la lettura di un ottimo testo intitolato "The True Story of the Bilderberg Group", di Daniel Estulin, un libro di 340 pagine - corredato da una preziosa documentazione - che raccoglie i risultati di una indagine durata anni sull`intoccabile gruppo elitario di cui la stampa ufficiale appare sempre reticente.
La seconda prova dell`indole mondialista del nostro esimio professor Monti, risiede nel fatto che egli faccia anche parte della Trilateral Commission. Anzi, per essere pre- cisi, ricopre la carica di presidente per l`Europa nel triennio 2010-2012. Chi ha l`avventura di accedere al sito ufficiale di quella istituzione (www.trilateral.org), troverà, infatti, una lettera di presentazione sottoscritta da Mario Monti, quale European Chair, da Joseph S. Nye, Jr., quale North American Chair, e da Yotaro Kobayashi, quale Pacific Asian Chair, con tanto di fotografia. Ufficialmente si tratta di un think-tank fondato nel 1973 da David Rockefeller con forte impronta mondialista. Il professor Piergiorgio Odifreddi (lontanissimo per idee da chi scrive) ha invece liquidato il prestigioso pensatoio internazionale definendolo, su Repubblica (9.11.2011), "una specie di massoneria ultraliberista statunitense, europea e nipponica ispirata da David Rockefeller e Henry Kissinger". Quella di Odifreddi non rappresenta, ovviamente, l`unica voce critica nei confronti della Trilateral. Nel 1979 l`ex governatore repubblicano Barry Goldwater la descriveva come "un abile e coordinato sforzo per prendere il controllo e consolidare i quattro centri dí potere: politico, monetario, intellettuale ed ecclesiastico grazie alla creazione di una potenza economica mondiale superiore ai governi politici degli stati coinvolti". Lo scrittore francese Jacques Bordiot, sosteneva, inoltre, che per far parte della Trilateral, era necessario che i candidati fossero "giudicati in grado di comprendere il grande disegno mondiale dell`organizzazione e di lavorare utilmente alla sua realizzazione", e precisava che il vero obiettivo della Trilateral fosse quello "di esercitare una pressione politica concertata sui governi delle nazioni industrializzate, per portarle a sottomettersi alla loro strategia globale". Il canadese Gilbert Larochelle, professore di filosofia politica presso l`Università del Quebec, nel suo interessante saggio "L`imaginaire technocratique", pubblicato a Montreal nel 1990, ha definito, più semplicemente, la Trilateral come una privilegiata élite tecnocratica: "La cittadella bilaterale è un luogo protetto dove la téchne è legge e dove sentinelle, dalle torri di guardia, vegliano e sorvegliano. Ricorrere alla competenza non è affatto un lusso, ma offre la possibilità di mettere la società di fronte a se stessa. Il maggiore benessere deriva solo dai migliori che, nella loro ispirata superiorità, elaborano criteri per poi inviarli verso il basso". Il connotato resta sempre il medesimo: poca democrazia e poca trasparenza. Piccolo inciso legato all`attualità della cronaca politica: un altro italiano membro della Trilateral è l`onorevole Enrico Letta, al centro di una polemica per uno strano biglietto inviato al consociato professor Monti.
La terza prova della visione mondialista di Super Mario sta nel fatto di essere un uomo Goldman Sachs. Per comprendere la
reale natura di tale istituzione non occorre addentrarsi nei siti complottisti. E` sufficiente leggere sul Monde del 16 novembre 2011 (giorno dell`investitura di Monti) l`articolo di Marc Roche, corrispondente da Londra, dal titolo sintomatico: "La `frane mavonnerie` européenne de Goldman Sachs".
Si tratta di una vera e propria requisitoria contro la potente banca d`affari, dall`incipit particolarmente duro: "Ils sont sérieux et compétents, pesant le pour et le contre, étudiant les dossiers à fond avant de se prononcer. L`économie est leur péché mignon.
Ils ne se découvrent que très rarement, ces fils de la Lumière entrés dans le Tempie après un long et tatillon processus de recrutement. C`est à la Pois un groupe de pression, une amicale de collette d`informations, un réseau d`aide mutuelle. Ce sont les compagnons, maitres et grands maitres amenés à `répandre dans l`univers la vérité acquise en loge"`.
Per il Monde, Goldman Sachs funziona come la massoneria, in cui ex dirigenti, consiglieri ma anche trader della banca d`affari americana si ritrovano oggi al potere nei paesi europei chiave per la gestione della crisi finanziaria. In Europa Goldman Sachs si è fatta fautrice di una forma di "capitalismo delle relazioni", e punta a piazzare i suoi uomini senza mai lasciar cadere la maschera.
Può sembrare esagerato il giudizio del Monde, ma forse non lo è se si pensa a un`altra singolare coincidenza. Si tratta del fatto che l`omologo greco di Mario Monti, il professor Lucas Papademos (anch`egli studi statunitensi), già vicepresidente della Bce (dal 2002 al 2010), e ora tecnocrate mandato a commissariare il governo ellenico, è un altro uomo Goldman Sachs. Oltre che - guarda caso - membro anche lui della Trilateral Commission. Il panorama si fa ancora più inquietante se si considera che l`uomo Goldman Sachs più potente in Europa è Mario Draghi. Nonostante tutte queste sinistre coincidenze, faccio ancora fatica a cedere alle suggestioni complottiste. Confesso, però, che quando ho letto sul quotidiano economico Milano Finanza che è stata proprió Goldman Sachs a innescare l`ondata di vendite di Btp il 10 novembre scorso, un pensiero cattivo mi ha attraversato la mente.
Sarà forse perché il giorno prima, il 9 novembre, Mario Monti è stato nominato senatore a vita dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Una settimana dopo sarebbe diventato premier sull`onda degli spread. Coincidenze.
Che cosa accomuna il Bilderberg, la Trilateral e Goldman Sachs? Il fatto di essere circoli elitari interessati a creare un`economia globale e un governo mondiale (selezionato più che eletto) . E di avere tra i soci il Professore. E che ci fa Enrico Letta, l`uomo del bigliettino, nella Trilateral?
--------------------------------
Tratto da rassegna stampa www.Governo.it

mercoledì 9 novembre 2011

L'IMPERO OSCURO: PROSSIMAMENTE SU QUESTI SCHERMI

I bankieri hanno finalmente vinto, uscendo allo scoperto, senza più mascheramenti. Sono c**** amari per tutti. Mettere in mano agli gnomi della finanza i destini dei popoli, è come promuovere Dracula primario del pronto soccorso. La politica è morta. L'occidente è in agonia. Ed io sono veramente indignato, però vivo e vegeto.

Ma andiamo con ordine.

Le vicende della politica italiana che hanno portato ormai alla crisi di Governo e conseguenti dimissioni del premier Silvio Berlusconi, unite a doppio filo alla crisi dei mercati finanziari internazionali, rappresentano la grande mossa del mondialismo. Meglio, direi sono la svolta terribile e senza ritorno che un pugno di uomini ha realizzato attraverso del piano antico di istituire un sistema per uccidere i popoli, le loro tradizioni, culture e, soprattutto, la libertà di ogni uomo di decidere il proprio destino seguendo una visione, una idea-forza. Altri prima di me e con più dottrina, hanno delineato i profili del Nuovo Ordine Mondiale, le sue armi e le sue strategie. Non mi dilungherò ulteriormente a fare la storia occulta che ci ha preceduto e che ci ha portato alla situazione attuale. Era scritto. Era pianificato. Era profetizzato. Eppure, come una valanga che progressivamente aumenta di velocità e tutto travolge, così il padrone del mondo si sta intronizzando, con la sua numerosa e ossequiosa corte, e con forme titaniche di comando e volontà, governerà per fondare l'Impero Oscuro. 

L'Occidente - l'ultima grande civiltà in ordine temporale - implode, la sua fiamma si consuma a ritmo vertiginoso e sembra non avere più vita, più forza.

I bizantinismi della politica son solo pantomime per il sollazzo della corte imperiale, l'economia e la finanza forniscono sangue al padrone del mondo. Non fermiamoci perciò alla scorza delle cose. Qui si sta compiendo il dramma di un mondo che ha perduto la sua stella polare. Qui si giocano le sorti di un mondo che ha delegato ad altri la guida del suo cammino. La piccola cronaca di questi giorni che vede politici alla ricerca di soluzioni alla crisi in corso, cariche istituzionali impegnate a salvaguardare dignità e onore della nazione, sono quisquilie, pinzellacchere, a fronte di potenze sovrannazionali, oligarchi-arconti dalla fame vampirica. 

Non bastano le categorie della politica e dell'economia a spiegare ciò che sta accadendo nel mondo. Se persino Santa Romana Chiesa si accoda alla tesi secondo la quale sarebbe necessario un supergoverno mondiale  che risolva i problemi dei singoli popoli, allora possiamo affermare senza tema di smentita che viviamo i tempi della fine. Le istituzioni politiche e religiose segnano drammaticamente il passo. Altri hanno in mano il timone e deciso la rotta e non parlo di esseri umani, no, ma di forze spirituali, con capacità di distruzione geologica e di influenza psichica. 

Chi mi segue sa che il luogotenente o se volete il vicerè, la Salamandra, dell'Impero non è un simbolo ma una persona, mentre la corte e l'imperatore non sono umani. È evidente che entriamo in un clima specialissimo, che i benpensanti nemmeno concepirebbero, ma se i profani sono lontani da certi orizzonti e tesi, lo sono purtroppo pure i chierici, i quali si riempiono la bocca di enunciazioni teologiche, parlano di spirito, ma son per prima loro che non credono  a tali realtà invisibili. Vi sono qualificate eccezioni, vivaddio. Ora, detto questo, bisognerebbe prefigurare gli ulteriori sviluppi del futuro prossimo, per sommi capi. Ho già detto e scritto su possibili scenari, non mi va di strologare, lascia volentieri all'etnologo-corvide l'onere di profetizzare. Chi conosce i dati tradizionali, si limita a disegnare un quadro senza completarlo, perché dobbiamo ancora costruire il nostro futuro, e comunque non sarebbe nemmeno sufficiente. Entreranno in campo forze spirituali non quantificabili, avverranno stravolgimenti a livello spaziale temporale psichico. Quindi, non ha senso far previsioni. Una cosa sola è certa. Sappiamo già chi vincerà, perché ha gia vinto.







lunedì 31 ottobre 2011

NON C'È PIÙ RELIGIONE


Il documento stilato dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, intitolato Per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale nella prospettiva di un’autorità pubblica a competenza universale, leggendolo con la dovuta attenzione, con tristezza somma mi appare – e non ci vuole un genio o un profeta per interpretarlo – un'adesione in punta di piedi ma decisa al programma massonico mondialista. Senza scomodare tesi cospirazioniste, ma pare che quel famigerato fumo satanico che sarebbe entrato in San Pietro – non lo dico io, lo disse Papa Paolo VI° - sia diventato un incendio devastante. Ma Benedetto XVI° lo ha visionato? E se sì, allora c'è un problema. Mammona Satana Iside Shiva Dioniso e compagnia orrorifica, hanno preso dimora stabile nei centri nevralgici dell'Orbe e dell'Urbe. Chi ci difende più dalle coorti demoniche? Chi sarà il bastione contro le schiere maligne e oscure della dissoluzione? Le Istituzioni umane hanno da tempo sbracato aprendo le porte del castello al nemico; quelle religiose... beh, la Chiesa Cattolica qualche cedimento sembra averlo. Oppure è una nuova strategia per aprirsi al mondo, come un mal compreso Concilio Vaticano II° indicava? Oggi gli alti prelati, quelli per intenderci che sfilano pieni di cerone davanti alle telecamere di Mediaset e Rai, adottano una filosofia che gli permette di stare a galla: piacere alla gente che piace. Così facendo, non si fa opera di apostolato, ci si vende al miglior offerente. 
Non mi stupisco in realtà. Da tempo denuncio che la struttura psicoanimica dell'umanità è corrosa; meglio e prima di me, altri osservatori delle umani cose, lo avevano predetto. Il relativismo per Benedetto XVI° è il male dell'umanità; io più modestamente, ho ragione di credere che in realtà il male dell'umanità sia l'apatia, la viltà, la mancanza di passione, verso ciò che vale, verso un ideale, un principio, una causa alta. Sono i tiepidi, quei borghesucci dalle mani untuose e dalla fiatella spinta generata da diete e digiuni, quelli che non prendono mai posizione su niente o, al massimo, fanno del cerchiobottismo una filosofia di vita; dicevo, i tiepidi son quelli che per una concezione distorta del dialogo e del rispetto, cedono ad ogni pressione, ad ogni tendenza, ad ogni moda culturale. Ominicchi per tutte le stagioni. Ma non sono così per genetica, no, sono così per vigliaccheria. Donabbondi riveduti e ripuliti, che leggono il teologo (?) Mancuso perché è figo e democratico (scrive per Repubblica, ovvio); firmano manifesti contro chi abbandona i cani d'estate e sono a favore di aborto ed eutanasia, votano a sinistra  perché moralista ed eticamente e antropologicamente superiore, ma poi vanno a puttane come Berlusconi (e da un trans ogni tanto). Appoggiano come fa Draghi gli inc****** e poi evadono il fisco e denunciano la malasanità e il sistema pubblico della scuola (ma i figli li mandano  a studiare in Inghilterra e negli Usa). Insomma, avete capito cosa intendo. Relativismo male del mondo? Troppo soft. Sono gli stronzi genetici, i paraculi professionisti, i furbetti del quartierino, i fankazzisti della politica del malaffare, quelli che contribuiscono ad alimentare questo oceano di merda durante una tempesta perfetta. Che c'entrano con satana e il mondialismo? Sono gli utili idioti che vanno ad affiancare e sostenere gli imperialisti dell'oscuro signore. Li avete presenti gli orchetti del romanzo Il Signore degli Anelli? Ecco, quelli sono nella loro forma mostruosa, l'anima dei borghesi.
Che fare?
Aprirsi alla Luce per risvegliare la Luce che è in noi. Le chiese passano, Dio resta.

lunedì 12 settembre 2011

11 SETTEMBRE 2001: OPERAZIONE H


CANCELLA L'ACCA
L'11 Settembre 2001, New York e gli Stati Uniti subirono un colpo terribile, inusitato, imprevisto. L'attacco alle torri gemelle e i morti ammazzati furono un dramma nel dramma. Vite spezzate, innocenti martiri della perfida politica tra Stati, divennero ignare pedine negli scontri tra poteri forti, di quelli che le cronache dei media non riportano. Ci accorgiamo, forse, proprio quando accadono questi fatti, che vi sono guerre tacite, non dichiarate; che le vittime del duemila-e-uno sembrano appartenere a rituali dove si delinea la necessità di sacrificare ad una qualche divinità oscura e famelica donne e uomini, come quelli in uso presso le civiltà precolombiane: Piramidi del Sacrificio. Ci accorgiamo, forse, che le notizie in nostro possesso derivate dagli organi ufficiali di informazione sono filtrate e manipolate, ma poco o punto possiamo contro il muro di gomma dell'omertà, della menzogna che il sistema allestisce per neutralizzare la consapevolezza dei popoli. Del resto, una norma non scritta guida le azioni delle oligarchie dominanti: tutte le risorse economico-finanziarie e le ultime verità, devono rimanere ben salde nelle mani di pochi, a tutti i costi. Ed oggi, tra i mille problemi che ci angosciano, chi ha voglia e coraggio di andarsi a cercare la verità? Siamo sempre più obnubilati da banalità e bisogni falsi; sempre più preoccupati per l'avvenire dei nostri figli; sempre più inspessiti da una cultura di morte, da una filosofia di vita debole, orizzontale, senza prospettive alte. Insomma, siamo prigionieri dentro un mondo governato da aguzzini e garzoni di bottega, comandati da entità empie e infami e tuttavia, già, tuttavia la partita non è decisa. Ho ragione di credere, anzi, ne sono certo, che l'uomo ha in sé intelligenza, volontà e sentimento per rivedere le stelle. Ho ragione di credere che il Bene comunque abbia la meglio su tutti i propositi maligni. Niente di distruttivo può affermarsi in eterno. Invece c'è sempre chi rompe le palle pure in una cesura epocale drammatica. I neognostici ritengono un cattivo dio quello di Abramo e di Mosè; i saputelli dell'ultima ora, ripetono stancamente la vecchia storiella eretica, secondo la quale la creazione è il male, la carne è il male e solo loro, esoterici illuminati, potranno mettersi in salvo dalla catastrofe imminente insieme ai pochi devoti che li adorano. Per l'umanità non vi sono possibilità d'appigli tradizionali, secondo i nuovi catari. Gli angeli sarebbero, secondo loro, demoni-alieni e la Chiesa di Cristo una specie di spectre fetente e assassina, i gesuiti poi assumerebbero il ruolo di braccio armato del potere mondiale, e via elencando. I rompipalle esoterici alla Mike Plato – tanto per rimanere nell'orto italico – son malati di sindrome d'interpretazione, come gli psicanalisti che vedono 'piselli' dappertutto (che abbiano disfunzioni erettili?). Ossessionati dal simbolismo, leggono ogni accadimento come segno che rimanda ad un altro segno ancora e così all'infinito. Nemesi divine si abbatterebbero su New York attraverso... temporali di fine stagione (perché di questo si trattava); le ultime news campagnole dei cerchi nel grano, ci racconterebbero epopee cosmiche per avvalorare le tesi di Plato stesso; al confronto il buon Charles Hoy Fort era un cartesiano. Ma per favore. A furia di strillare, gli esoterici da operetta non si accorgeranno del baratro in cui si troverà questo povero mondo. Quando si farà sul serio, Plato e i suoi fans staranno ancora leggendo l'ultimo numero della Marvel comics per documentarsi. Amici, l'11 Settembre del 2001 sono crepate persone reali, impazziti i loro congiunti e parenti, impaurite milioni di persone. L'urlo collettivo di quei tremila morti si è inteso a distanze galattiche. Goeti sempre all'opera, hanno tentato di impadronirsi dei residui animici lì presenti. Il perverso rituale faceva parte di un piano, ben lungi dalle tesi di Giulietto Chiesa e di tutti i professionisti del complotto. Il fondamentalismo di matrice mussulmana ne ha rivendicata la responsabilità: mentivano. Chi o cosa c'era dietro l'attentato? La CIA, l'NSA, l'FBI, le Forze Armate statunitensi? Oppure i rettiliani di David Icke con l'MI6 al completo?

La Regina Vittoria ebbe un ruolo determinante nell'accrescere l'impero Britannico: assoldò pirati, serial killer, tagliagole della peggior specie, senza il benché minimo imbarazzo. Non era la mera conquista di una egemonia economica finanziaria nel mondo, c'era ben altro in ballo. Così, dietro l'attentato mortale alle Twin Towers, non ci sono interessi geopolitici e religiosi del capo terrorista di turno, ex alleato per giunta. Sono solo pedine di un tremendo gioco senza esclusioni di colpi. Pedine teleguidate come teleguidati erano gli aerei dirottati contro gli USA quell'11 Settembre. Le vittime rientravano in un piano sacro, ma di una sacralità bestiale, antiumana. Vediamo, se possibile, di delineare un volto, una cornice, un quadro di riferimento per capire chi ha osato uccidere tutti quei poveri cristi. Il simbolo ha la sua ragion d'essere se il messaggio che contiene arriva subito alla coscienza, altrimenti è solo cibo per addetti ai lavori.
Gli imperi cadono, ne sorgono altri. Sia per implosione dovuta a decadenza, sia per debolezza rispetto ad un nuovo potere che si impone, essi hanno comunque un destino segnato. Il segno di Roma è sopravvissuto sotto forme occulte, quello inglese (che ne copia strategia e, in un certo qual modo, visione) lascia il testimone fittizio alla Nuova Roma d'Occidente, gli Stati Uniti d'America. Le componenti magiche sopravvivono a Londra e checché ne dica quel furbetto cialtrone di Dan Brown, negli Usa si scimmiottano riti e simbologie. Ora, non c'è potere che non abbia in sé una energia che lo qualifica, lo sostenga, un esoterismo che ne guidi l'operato. Non è materia per analisti d'Intelligence né per politologhi. Di metapolitica parliamo, ma per stare bassi, trattasi di criptopolitica.

Son duemila anni che ci provano a far tornare dal lungo esilio gli Dèi dell'Egitto. Essi, a dirla tutta, non erano spariti del tutto. Come più volte ho affermato (C.G.Jung pure, ma per lui era una cosa buona), si son nascosti nell'inconscio di ogni povero uomo. L'inconscio è sì la discarica umana personalizzata, ma ha la caratteristica di collegarsi ad ogni inconscio del pianeta, in una rete fognaria che tutto copre. È il regalino dell'era oscura. Noi uomini un tempo lontano, quando il tempo era galantuomo, camminavamo a fianco di Dio, dentro avevamo il Sole e non esistevano sottoscala tetri e sporchi, la mente non era bicamerale e poteva vantare vastità, naturalezza, fluidità e purezza cristallina, viaggiavamo tra universi, poi... sapete tutti come è andata. Crollo verticale, lacrime e sangue, guerre, egolatria, segreti custoditi da una minoranza cosiddetta illuminata. Altre divinità con ben altri scopi si presentarono all'orizzonte dell'uomo. Volevano essere adorati, serviti; esigevano sacrifici e ci relegarono in una prigione, senza scelta, senza possibilità di fuga. Poi, si manifestò una Luce umile e grandiosa: un Dio si fece uomo, assaporò l'amaro calice, visse la nostra dimensione, ci rese liberi dicendo che il Regno era dentro di noi. Non volle essere adorato, ma ci insegnò la Via regale, quella del Fuoco. Poi successe che l'uomo sentì il bisogno di strutturare l'insegnamento cristico, di rendere il messaggio codificabile, di incapsularlo, di mediarlo perché altrimenti – dicevano - il popolo dei credenti avrebbe fatto cattivo uso della libertà spirituale; in fondo la vecchia prigione esoterica (cfr. Jean Josipovici) poteva sempre servire. Sorse tutta una nomenklatura. Il resto è storia recente.

Per tornare all'11 Settembre 2001, esso è un segno mortale e definitivo della fine di un impero, quello americano. Le Due Torri, colonne e fondamento d'America, crollano abbattute da ordigni impropri made in USA. Il Nemico non spreca niente e tutto u.s.a.. Chi sono? Le staffette che annunciano il Nuovo Impero Mondiale. Parlano sempre inglese. E sono feroci come leoni affamati da tempo. Chi li comanda?

Troverete traccia del suo nome nel nome in cui viene chiamato il noto taxi di NY: yellow cab. Il giglio è presente nel suo stemma, tanto per accennare al simbolismo. È un nobile, ma non ci tiene, sebbene la sua casata provenga dalla Venezia dei Dogi. Ha buoni rapporti con la Casa Reale Inglese e mi dicono fonti di solito ben informate che bazzica ambienti diplomatici pur non possedendo accrediti ufficiali. In Cina è di casa e ne apprezza la cultura del lavoro, anche se inculcata a bastonate. È consigliere defilato di alcuni primi ministri occidentali, quelli che contano ovviamente (Berlusconi non c'è sulla sua agenda moleskine rossa, ed è un bene). Sostiene la ricerca scientifica sulle malattie degenerative, in particolar modo ed è pure un fervente ambientalista, un convinto promotore dell'eutanasia, tifa per le energie alternative ma possiede azioni della principale corporation che estrae uranio. È ovviamente intimo della Salamandra, ma ambisce a diventare battitore libero, un giorno. La nanotecnologia è praticamente una sua invenzione anche se non brevettata (non gli frega un granché dei profitti, i soldi non fanno la felicità), ma ama la campagna e ovunque la Natura produca l'anima mundi. Ama il buon vino francese pur non disdegnando quello italiano, bontà sua. Non indossa orologi né usa cellulari. Chi desidera contattarlo, deve fare una lunga trafila e se ha fortuna lo può incontrare, ma decide lui luogo e orario. Cosa c'entra con l'11 Settembre 2001? Era dentro una delle Torri a flirtare con una stagista (è democratico) ed è riuscito a fuggire giusto in tempo. Come? Uno squillo sul suo cellulare lo ha avvertito e lui di rimando ne ha fatto un altro: lo start dell'operazione 'H' (ma non lo possedeva di solito?). A volte la combinazione...